Rilievo di una copertura con drone: cosa si misura e cosa si consegna

Rilievi e fotogrammetria · · 2 min di lettura

Vista aerea obliqua della copertura di un capannone agricolo con lastre ondulate grigie, una fila di lucernari e la gronda; nel piazzale un tecnico con casco e giubbotto ad alta visibilità accanto a un marker a terra, tra uliveti e muretti a secco
Rilievo di una copertura: il marker a terra è un punto di controllo, che lega le misure del modello alla posizione reale.

Rifare un manto, progettare un impianto fotovoltaico, chiudere un sinistro dopo una grandinata: prima di decidere serve sapere quanto misura la copertura e in che stato si trova. Salire sul tetto con metro e macchina fotografica richiede tempo, opere provvisionali e comporta rischi; il rilievo con drone restituisce lo stesso quadro senza accesso in quota.

Cosa si misura

Il drone acquisisce immagini con sovrapposizione controllata da più punti di vista. L’elaborazione fotogrammetrica ricostruisce la copertura in tre dimensioni, e sul modello si ricavano:

  • superfici di ciascuna falda, in pianta e in vera grandezza
  • pendenze e orientamento delle falde
  • lunghezze di gronde, colmi, compluvi e displuvi
  • posizione e dimensione di lucernari, camini, torrini e impianti in copertura
  • dislivelli tra corpi di fabbrica e quote di parapetti e cornicioni

L’accuratezza richiesta si definisce prima del volo in base allo scopo: un computo per il rifacimento del manto non ha le stesse esigenze di un rilievo per la progettazione. Quando serve, si posizionano punti di controllo a terra.

Cosa si documenta

Oltre alle misure, le immagini ravvicinate mostrano lo stato del manto: lastre rotte o spostate, guaine sollevate, giunti aperti, scarichi ostruiti, ristagni, vegetazione. Ogni elemento viene annotato e collocato sulla planimetria della copertura, così l’impresa sa dove intervenire prima di salire.

Cosa non può vedere

Il rilievo documenta ciò che è visibile dall’alto. Non vede sotto il manto, non misura spessori e non prova da sola un’infiltrazione: indica le aree sospette, che vanno verificate in sito o dall’interno. Sulle coperture in cemento-amianto il rilievo mappa estensione e superfici, ma la valutazione dello stato del materiale spetta ai soggetti abilitati.

Cosa si consegna

  • Ortofoto della copertura, misurabile e georeferenziata
  • Modello 3D e, se richiesta, nuvola di punti
  • Tavola con le misure di falde, pendenze e linee di copertura
  • Immagini annotate delle criticità, con la loro posizione

Il tipo di relazione che accompagna i dati si concorda in base allo scopo: preventivo dei lavori, progetto, pratica assicurativa o due diligence.

Quando conviene

  • prima di chiedere i preventivi per il rifacimento, per confrontarli sulle stesse quantità
  • prima di progettare un impianto fotovoltaico, per conoscere superfici utili e ostacoli
  • dopo un evento atmosferico, per documentare i danni con immagini datate
  • in una compravendita, per conoscere lo stato reale della copertura

Per metodologia, consegne e prezzi indicativi si veda la pagina Fotogrammetria e rilievi 3D con drone.

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