Ispezione con drone di canali, tombini e fognature

Video ispezione di canali a cielo aperto, tombini, scatolari e collettori fognari, con ortofoto, sezioni e anomalie riferite alla posizione lungo il tracciato.

Canale di bonifica rivestito in calcestruzzo con sezione trapezia che attraversa i campi di grano mietuto del Tavoliere; acqua bassa e torbida con ciuffi di canne sul fondo, un ponticello in lontananza, un drone in volo lungo l’asse del canale e un tecnico con casco e giubbotto ad alta visibilità accanto a un furgone bianco sulla pista di servizio
Rilievo di un canale di bonifica: il drone percorre l’asse del canale mentre il tecnico opera dalla pista di servizio, senza scendere in alveo.

L’ispezione con drone consente di percorrere canali, tombini e collettori per tutta la loro lunghezza e di sapere dove il deflusso si blocca, senza far entrare il personale in ambienti confinati e senza scavi o mezzi in alveo.

Contesto e criticità

Canali di bonifica, canali di guardia e reti di acque piovane lavorano in silenzio finché un temporale non trova un tombino interrito o una griglia intasata. Il controllo tradizionale richiede sopralluoghi a piedi lungo sponde spesso impraticabili e, per i tratti coperti, l’ingresso di operatori in ambienti confinati, con procedure di sicurezza lunghe e costose. Il drone documenta l’intero tracciato in modo sistematico e restituisce dati confrontabili da una campagna di manutenzione all’altra.

Cosa ispezioniamo

  • Canali a cielo aperto: canali di bonifica, di guardia e di raccolta delle acque piovane, rivestiti o in terra, lame e fossi di scolo
  • Tombini e attraversamenti stradali: imbocchi, sbocchi e interno dei manufatti sotto strade e ferrovie
  • Scatolari e collettori: condotte chiuse di dimensioni sufficienti al volo, per acque bianche e miste
  • Reti di aree industriali e piazzali: canalette, vasche di laminazione e punti di recapito
Interno buio di uno scatolare in calcestruzzo per le acque piovane: un drone racchiuso in una gabbia sferica illumina le pareti con i suoi fari; a sinistra una lesione con efflorescenze bianche, a destra radici che scendono da un giunto, sul fondo fango e sedimenti; in lontananza la luce dello sbocco
Drone per spazi confinati in uno scatolare: la gabbia protegge il volo, i fari illuminano lesioni, giunti con radici e sedimenti sul fondo.

Metodologia

  1. Sopralluogo e pianificazione. Analisi del tracciato e delle planimetrie disponibili, scelta dei punti di accesso e verifica con il gestore di portata, chiusini e condizioni di sicurezza.
  2. Rilievo dei tratti a cielo aperto. Volo lungo l’asse del canale con fotocamera ad alta risoluzione per ortofoto, modello 3D e immagini ravvicinate di sponde, rivestimento e manufatti.
  3. Ispezione dei tratti chiusi. Volo all’interno di tombini, scatolari e collettori con drone per spazi confinati, illuminazione a bordo e video continuo, con le anomalie riferite alla progressiva dall’imbocco.
  4. Analisi e consegna. Le anomalie vengono classificate per tipo e priorità, georeferenziate sull’ortofoto o riferite alla progressiva, e raccolte in una relazione concordata in base allo scopo.

Prodotti consegnati

  • Video integrale del tracciato, con indice delle anomalie per posizione
  • Ortofoto e modello 3D dei tratti a cielo aperto
  • Sezioni trasversali e profilo del fondo, con stima del sedimento rispetto alla sezione di riferimento
  • Elenco delle anomalie con posizione, immagine, descrizione e priorità di intervento
  • Relazione tecnica concordata in base allo scopo: manutenzione, progetto, pratica

Anomalie documentate

  • Interrimento, accumuli di sedimento e restringimenti della sezione
  • Vegetazione infestante, radici e canneti in alveo
  • Rifiuti, ramaglie e griglie intasate agli imbocchi
  • Lesioni, distacchi e lastre rotte del rivestimento, armature esposte
  • Giunti aperti, infiltrazioni e fuoriuscite tra i conci
  • Erosione e cedimenti delle sponde
  • Scarichi e immissioni lungo il tracciato, da verificare con il gestore
Imbocco di un tombino stradale visto dall’alto: la griglia è ostruita da canne secche, rami e bottiglie di plastica; il canale in lastre di calcestruzzo ha lastre del fondo rotte, acqua stagnante con alghe e canne che crescono dalle fessure, tra terra rossa ed erba secca
Anomalie tipiche all’imbocco di un tombino: griglia ostruita da ramaglie e rifiuti, lastre del fondo rotte, ristagno e vegetazione in alveo.

Cosa il drone vede e cosa no

Il drone documenta ciò che è visibile: superfici, giunti, sedimenti e ostruzioni sopra il pelo dell’acqua. Sotto l’acqua torbida il fondo non si vede, per questo si programma l’ispezione con poca portata. Le condotte troppo piccole per il volo richiedono la videoispezione con telecamera su carrello, e la tenuta di una condotta si verifica con prove specifiche, non con le immagini. Lo diciamo nel preventivo, prima del volo.

Norme e attestati

Operiamo in conformità alla normativa ENAC per i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto. Per i tratti chiusi il drone sostituisce l’ingresso degli operatori negli ambienti confinati; accessi e misure di sicurezza si concordano con il gestore.

Aree di intervento

Con sede ad Andria, operiamo in Puglia e Basilicata: Barletta-Andria-Trani, Bari, Brindisi, Foggia, Matera e Potenza.

Prezzi indicativi

Canali, tombini e collettorisu preventivo

Prezzi a partire da, IVA esclusa. Trasferta inclusa entro 100 km da Andria; oltre, 0,50 €/km per ogni km in più, calcolati sulla distanza stradale di sola andata. Il preventivo definitivo dipende da dimensione, accessibilità e autorizzazioni di volo. Scopri tutti i prezzi.

Casi d’uso

Domande frequenti

Il drone può entrare nelle fognature e negli scatolari?

Sì, nei collettori e negli scatolari di dimensioni sufficienti al volo, con un drone per spazi confinati protetto da una gabbia e dotato di illuminazione a bordo. Le condotte di piccolo diametro, non percorribili in volo, richiedono la videoispezione con telecamera su carrello: lo indichiamo già al sopralluogo.

Come si indica la posizione delle anomalie dentro una condotta?

All’interno di una condotta chiusa il segnale GPS non è disponibile: ogni anomalia viene riferita alla progressiva, cioè alla distanza dal pozzetto o dall’imbocco di ingresso, che a sua volta è georeferenziato. Nei canali a cielo aperto le anomalie sono georeferenziate direttamente sull’ortofoto.

Serve interrompere il deflusso dell’acqua?

Non sempre, ma con poca acqua si vede di più: fondo, giunti e sedimenti restano visibili. L’ispezione si programma preferibilmente in un periodo asciutto o con portata ridotta, concordando i tempi con il consorzio o il gestore della rete.

È sicuro volare in una fognatura?

Il drone evita l’ingresso del personale in ambienti confinati, ma non è certificato per atmosfere esplosive. Prima di ogni volo in fognatura verifichiamo con il gestore la presenza di gas: se l’atmosfera non è sicura, il volo non si esegue.

Potete stimare il materiale da rimuovere da un canale?

Nei canali a cielo aperto sì: dal modello 3D si ricavano sezioni trasversali e profilo del fondo, che confrontati con la sezione di progetto o con un rilievo precedente danno una stima del volume di sedimento. L’incertezza della stima viene dichiarata per ogni rilievo.

Quali autorizzazioni servono?

Per i canali a cielo aperto valgono le regole ENAC e la verifica degli spazi aerei su D-Flight, come per ogni volo. Per l’ispezione di condotte e collettori si concordano con il gestore accessi, chiusini da aprire e misure di sicurezza.

In quali province operate?

Operiamo in Puglia e Basilicata: Barletta-Andria-Trani, Bari, Brindisi, Foggia, Matera e Potenza.

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