Collaudo e fine garanzia: perché ispezionare l’impianto fotovoltaico

Fotovoltaico · · 2 min di lettura

Tecnico con casco giallo e giubbotto ad alta visibilità che pilota un drone con camera termica in decollo da una piazzola, in un impianto fotovoltaico a terra appena realizzato, con cabina elettrica e furgone sullo sfondo all’alba
Ispezione all’entrata in esercizio: il volo termico fissa lo stato di partenza dell’impianto, modulo per modulo.

Ci sono due momenti in cui un’ispezione termografica pesa più del solito: quando l’impianto entra in esercizio e quando la garanzia dei moduli sta per scadere. Nel primo caso si fissa lo stato di partenza; nel secondo si documentano i difetti finché è ancora possibile farli valere.

All’entrata in esercizio

Un impianto nuovo può avere difetti già al primo giorno: moduli danneggiati nel trasporto o in posa, connessioni difettose, diodi di bypass guasti, stringhe non collegate. Sono problemi che il monitoraggio della produzione non sempre rende evidenti, perché manca un riferimento con cui confrontare.

L’ispezione con drone a fine lavori:

  • individua le anomalie termiche quando l’installatore è ancora in cantiere e può intervenire
  • fornisce una mappa georeferenziata dell’impianto, modulo per modulo, che resta come riferimento
  • documenta lo stato dei moduli al momento della consegna, utile in caso di contestazioni successive

Prima della scadenza della garanzia

Le garanzie dei moduli hanno durate e condizioni diverse, indicate nella documentazione del produttore. Avvicinandosi alla scadenza, conviene sapere se ci sono moduli con difetti da segnalare.

L’ispezione evidenzia celle e moduli più caldi del resto della stringa, diodi in conduzione e stringhe non in produzione. Ogni anomalia termica è compatibile con una o più cause: il report indica dove eseguire le verifiche di dettaglio che servono a sostenere la richiesta di garanzia.

Il confronto nel tempo

Il valore cresce quando le ispezioni sono confrontabili: stesse modalità di acquisizione, stessa mappa di riferimento, stesse classi di anomalia. Così si distingue un difetto nuovo da uno già presente e si segue l’evoluzione di quelli noti. La metodologia fa riferimento alla norma IEC 62446-3 per la termografia degli impianti fotovoltaici; per approfondire si veda l’articolo su termografia e IEC 62446-3.

Per pianificare campagne ripetute si veda il monitoraggio nel tempo; per metodologia e prezzi indicativi dell’ispezione la pagina Ispezioni termografiche di impianti fotovoltaici.

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