Pannelli solari che producono meno: cos’è un hotspot e come si trova

Fotovoltaico · · 1 min di lettura

Lo stesso modulo fotovoltaico su un tetto in coppi visto in due metà: a sinistra in luce visibile, impolverato ma apparentemente integro; a destra in falsi colori termici, con una cella molto più calda delle altre
Esempio illustrativo: a occhio nudo il modulo sembra integro, nell’immagine termica una cella risulta molto più calda delle altre.

Tra le cause più frequenti di calo di produzione di un impianto fotovoltaico vi è l’hotspot: una cella o un’area del modulo che raggiunge temperature sensibilmente superiori a quelle adiacenti.

Definizione

Le celle di un modulo sono collegate in serie. Una cella danneggiata, ombreggiata o sporca si comporta come una resistenza: non produce energia, ma è attraversata dalla corrente delle altre e si surriscalda. Il calore anomalo riduce la resa e, nel tempo, può compromettere il modulo.

Cause principali

  • Microfratture delle celle (anche a seguito di grandine o trasporto)
  • Ombreggiamenti ripetuti o sporco localizzato
  • Diodi di bypass guasti
  • Difetti di saldatura o di fabbricazione

Individuazione

L’hotspot non è visibile a occhio nudo. La termografia lo evidenzia come un’area più calda nell’immagine a infrarossi. Con il drone l’intero impianto viene ispezionato in poche ore, in condizioni di produzione e con irraggiamento adeguato.

Interventi

Il report indica posizione e temperatura dei moduli anomali. Con questi dati l’installatore o il manutentore può intervenire in modo mirato e valutare l’eventuale ricorso alla garanzia dei moduli.

Per la metodologia e la documentazione consegnata, si veda la pagina Ispezione fotovoltaico con drone.

Leggi anche

Richiedi un preventivo: Ispezioni fotovoltaiche

Indicaci servizio, località e dimensioni di impianto o edificio: ti proponiamo l’intervento più adatto e una stima preliminare.

ChiamaciWhatsApp